Un Mare Da Salvare..

spiaggia coperta di plastica

Secondo il Wwf l'Italia è il terzo paese del Mediterraneo a disperdere più plastica in mare; la cifra spropositata è quella di 90 tonnellate al giorno. In particolare, dal report emerge che la plastica rappresenta il 95% (oltre 150 milioni di tonnellate), dei rifiuti in mare aperto, sui fondali e sulle spiagge del Mediterraneo e proviene principalmente da Turchia e Spagna, seguite da Italia, Egitto e Francia.

Ogni anno almeno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani del mondo e, ad oggi, si stima che via siano più di 150 milioni di tonnellate di plastica negli oceani. Se non si dovesse agire per invertire la tendenza proseguendo con i trend attuali gli oceani potranno avere nel 2025 una proporzione di una tonnellata di plastica per ogni 3 tonnellate di pesce mentre nel 2050 avremo, in peso, negli oceani del mondo più plastica che pesci.

Il Mediterraneo è particolarmente esposto al problema della plastica. Si tratta di un mare semichiuso e si pensa che siano almeno 250 miliardi i frammenti di plastica al suo interno. Nel Tirreno il 95% dei rifiuti galleggianti avvistati, più grandi di venticinque centimetri, sono di plastica. Il 41% di questi sono buste e frammenti.

Proprio per le caratteristiche particolari del nostro mare- un mare semichiuso che bagna lembi di terra ricchissimi di acqua- monitorare la situazione plastica nei fiumi potrebbe rappresentare una freccia in più nell’arco della lotta alle plastiche. Partire dalle arterie del nostro organo principale, il mare, significherebbe innescare un circolo virtuoso che vedrebbe nei comuni i reali attori di questa green action.

Alcuni comuni hanno già apportato il loro contributo nobile. Il comune di Firenze nel Maggio del 2019 ha approvato all’unanimità il progetto "Arno d'aMare", la barriera concepita per intercettare i rifiuti sul principale fiume toscano prima che arrivino al mare, per poi selezionarli ed avviarli al recupero e al riciclo. Crediamo fortemente che progetti di questo tipo, soprattutto in vista di un ormai prossimo Green Deal europeo, debbano essere incentivati con ogni mezzo e risorsa. Ci sentiamo di dire che la nostra tecnologia Guardian si inserisce perfettamente in questo clima politico-imprenditoriale; un economia verde, giovane e globalista è l’unica risposta alla sfida secolare che ci aspetta.