Il Giorno Del Prototipo

il team earth front

Il 27 settembre 2019 è stato il giorno del prototipo “Adaptive Guardian Technology”. Il Tevere, precisamente il cantiere “Iniziative Nautiche”, è stato lo scenario che ha permesso di constatare la validità del nostro macchinario. L’innovativa tecnologia, sottoposta a numerosi test, si è dimostrata capace di captare, prelevare e trasportare fino al sistema di accumulo più del 96% delle plastiche immesse nella zona fluviale di competenza, ottenendo così il certificato in cui si attesta il raggiungimento del Livello di Prontezza Tecnologica 6 (TRL 6), in accordo con la convenzione europea.

La tecnologia Guardian nasce dall’intuizione di quattro studenti di Ingegneria e dalla loro cooperazione con vari professori della “Sapienza Università di Roma” e professionisti del settore industriale. Grazie a un processo semi automatizzato, la nostra tecnologia si propone di ridurre la quantità di rifiuti nei fiumi attraverso la raccolta e lo smaltimento tempestivo prima del loro arrivo in mare. In particolare, l’”Adaptive Guardian Technology” garantisce l’azione su diverse tipologie di rifiuti, su tutti plastiche e microplastiche. Dai sacchetti e i flaconi in HDPE (polietilene ad alta densità), alle pellicole in LDPE (polietilene a bassa densità), includendo bottigliette e imballaggi rispettivamente in PVC (polivinilcloruro o cloruro di polivinile) e PP (polipropilene), il nostro prototipo è intervenuto agevolmente anche su microplastiche della grandezza di 4 mm.

il prototipo

Il Prototipo oggetto di Test è composto da tre sistemi principali: il sistema di cattura, il sistema strutturale e il sistema di galleggiamento. Il sistema di cattura è composto da un nastro trasportatore lungo 4.80 metri, largo 1.44 metri e inclinato di circa 45 gradi rispetto l’asse orizzontale. Il nastro è costituito da una rete forata, con fori dalle dimensioni inferiori ai 4 mm sulla quale sono stati fissati gli organi di cattura ed è messo in tensione da due rulli: il rullo motore di 30 cm di diametro e il rullo di rinvio di 13 cm di diametro.

Il nastro trasportatore presenta sui lati delle barriere trasparenti di plastica alte 40 cm, per evitare la caduta dei rifiuti ed è alimentato da un motore elettrico a tamburo da 0.37 kW. Il sistema strutturale, invece, è composto da travi e pannelli di acciaio, ed è facilmente smontabile in tre parti per facilitarne il trasporto. I galleggianti, dei fusti di metallo da 200 litri sono saldati al sistema strutturale e devono fornire la spinta di Archimede necessaria per contrastare il peso totale della struttura, pari a circa 1000 Kg, e ottenere il giusto affondamento del nastro di cattura. Il sistema di galleggiamento, infine, si regge sulla presenza di 9 galleggianti saldati ad una base strutturale di 2.20 x 3.80 metri; queste condizioni, assieme alla disposizione dei galleggianti sui due assi principali, garantiscono una perfetta stabilità in acqua.

Autonomamente progettata e ad altissima sostenibilità ambientale, la tecnologia racchiusa nel macchinario Guardian, una volta posizionata sul fiume, garantisce la pulizia costante dei rifiuti galleggianti e sospesi trasportati dal corso d’acqua. Uno studio approfondito delle diverse geomorfologie dei fiumi e dei loro fondali, ci permette di poter garantire l’installazione del macchinario su quanti più corsi d’acqua possibili, sicuri di poter adattare il macchinario a qualsiasi esigenza tecnica o situazionale. La sua installazione significherebbe quindi riqualificare corsi d’acqua di ogni dimensione preservando la biodiversità locale e senza inibire le regolari attività svolte in corrispondenza e nelle aree limitrofe al corso d’acqua. A seguito del completo successo ottenuto dal prototipo durante ognuno dei test svolti, la Earthfront Srl ha ottenuto il certificato di Livello di Prontezza Tecnologica 6 per l’”Adaptive Guardian Technology”: è stata dimostrata, infatti, la possibilità di una produzione industriale del macchinario, la sua efficienza e un rendimento superiore al 96 % in ambiente rilevante. Dopo mesi di preparazione sentiamo il dovere e il bisogno di contribuire in prima linea alla Green Revolution preannunciata sia in campo nazionale che, soprattutto, europeo.

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