Secche Di Idee, Fiumi Di Plastica.

bottiglie di plastica

Le secche nel periodo primaverile ed estivo, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici, hanno portato alla luce del sole la presenza di nuovi fiumi…si, di plastica! Buste, mozziconi, bottigliette, recipienti, posate, e tutto ciò che è degno di sfilare nell’aberrante “festival culturale della plastica monouso”, sono diventati sgraditi e inopportuni ospiti dei nostri bacini fluviali.

"La scarsità idrica al nord Italia fa emergere la piaga dell'inquinamento da plastica, i livelli di inquinamento, principalmente da plastica, che affliggono i nostri corsi d'acqua, facendo emergere le conseguenze dell'abuso di contenitori e imballaggi in plastica monouso. Le immagini mostrano uno scenario tipico dei Paesi del sud-est asiatico, in cui i fiumi sono delle vere e proprie discariche a cielo aperto. La scarsità idrica che sta caratterizzando da diverse settimane i corsi d'acqua del nord Italia fa emergere, in tutta la sua gravità, il problema dell'inquinamento da plastica e di come i corsi d'acqua siano ormai invasi da contenitori e imballaggi usa e getta".

Po, località Torretta nel comune di Legnago, Verona

Così, il responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace Italia, Giuseppe Ungherese ha affermato recentemente all’Ansa. Queste dichiarazioni, in particolare, si riferiscono alla situazione del Po’ e dei suoi affluenti nella zona del Lombardo-Veneto, ma, come si evince chiaramente dall’attività di documentazione e report della stessa Greenpeace, lo scenario è il medesimo in molte zone della nostra penisola.

Oltre al sopracitato Po a preoccupare maggiormente sono le condizioni di altri importanti bacini idrici italiani. Nel centro-sud si rilevano alti tassi di inquinamento nel fiume Liri; oltre al pericolo liquami che minaccia costantemente questo corso d’acqua, che attraversa numerosi campi con coltivazioni intensive, negli ultimi mesi stanno crescendo le dimensioni di una vera e propria discarica a cielo aperto all’altezza del comune di Sora nell’alto Lazio, al confine con l’Abbruzzo.

fiume pieno di plastica

Per quanto riguarda il Tevere sono numerose le iniziative di monitoraggio e intervento per arginare la situazione rifiuti nel fiume della capitale. Un monitoraggio condotto dalla biologa naturalista Valentina Braccia su un tratto consistente di fiume ha rilevato 74 i punti principali di accumulo di rifiuti. In media uno ogni 250 m, nelle zone ovviamente, dove la corrente risulta essere molto bassa. La tipologia prevalente è costituita dalle bottiglie e buste di plastica, pezzi di polistirolo, boe e pezzi di reti da pesca. Problema che si acuisce se si pensa alla grande varietà faunistica che ha sempre popolato le rive del Tevere: gallinelle d’acqua, aironi cinerini, cormorani, germani reali, garzette, sono solo una parte di una ricchissima avifauna. Situazione simile per l’Aniene che negli ultimi anni è salito alla ribalta delle cronache locali per la presenza di numerose discariche abusive e di roghi tossici sulle sponde del “fiume selvaggio”.

Si aggiudica la bandiera nera per l’inquinamento, sia dal punto di vista della plastica che delle acque, il fiume campano Sarno. Il Sarno, fiume dal corso di circa 24 km ma con un bacino particolarmente esteso- circa 500km²- preoccupa fortemente esperti e attivisti. Il Sarno per tutto il ‘900 è stato considerato un gioiello faunistico, teatro di incantevoli passeggiate dall’alto valore naturalistico. Negli ultimi mesi, ancora Greenpeace Un fiume di plastica nel Tirreno: le immagini shock della foce del fiume Sarno sta effettuando, in collaborazione con The Blue Dream Project e i ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche e CNR-IAS, il giro del Tirreno Centrale a bordo della Mahayana per monitorare l’impatto dell’inquinamento da plastica nei nostri mari. E nella zona del Tirreno le immagini che ci regala la foce del Sarno sono davvero uno spettacolo indecente.

foce del Sarno

Serve una svolta. Una situazione del genere se non si interviene in maniera profonda e ragionata può solo che degenerare nel tempo. Le produzioni di plastica monouso da parte delle grandi aziende non diminuisce come auspicato e anche la politica sembra dare risposte sommarie; quasi tutti i fiumi citati in questo articolo sono forniti delle famose griglie “raccogli plastica”. I risultati dimostrano chiaramente la superficialità e l’occasionalità di questo tipo di misure. Urgono risposte più concrete, più profonde, più sostenibili: ce lo chiede il pianeta, ce lo chiede l’Europa…